Seo on page
SEO on page: cos’è e come si fa

La Search Engine Optimization (SEO) comprende una serie di attività utili e migliorare le prestazioni del sito e soprattutto scalare posizioni nei motori di ricerca.

Se eseguite in maniera ottimale tutte le operazioni necessarie, vi ritroverete sicuramente in prima pagina Google. Ma attenzione però, perché la SEO non significa scrivere in un determinato modo, ponendo attenzione solamente al contenuto, ai titoli, alla metadescription, URL, leggibilità, keyword e così via.

Bensì dovrete anche intervenire su pagine ed elementi interni del sito, è importante infatti lavorare bene prima internamente per poi concentrarsi sulle attività esterne.

Di seguito vi indichiamo come far diventare performante una pagina web grazie ad alcune tecniche di SEO on page, che vi permetteranno di lavorare direttamente sulla struttura del sito e non solo sui contenuti.

SEO on page: elementi fondamentali e struttura tecnica

Se avete deciso quindi di effettuare lavori di SEO on page per migliorare il posizionamento del vostro sito web, potete iniziare da 2 elementi-base su cui operare. Ovvero:

  • Struttura tecnica;
  • User Engagement;

Per la struttura tecnica, la prima cosa da fare è controllare che il sito web sia scansionabile e il crawl budget ottimizzato e ben distribuito. Individuate e selezionate le pagine del sito a cui volete assegnare priorità di indicizzazione.

Controllate poi se ci sono eventuali errori di migrazione, se si correggeteli inserendo la sitemap nel file “robots.txt”, riscrivete il file “.htaccess” e reindirizzate tutto al vostro sito web inserendo l’URL corretto.

Insomma dovrete facilitare la scansione delle pagine del vostro sito web dai bot di Google.

Poi, una controllatina ai link rotti (o non funzionanti) non fa mai male. Anzi, se non li correggete possono influire anche in modo pesante sulla velocità del sito e sul posizionamento di un articolo.

User Engagement

Un’altra pratica che rientra nelle attività di SEO on page è l’ottimizzazione dell’User Engagement. Da Analytics potrete monitorare dati, numeri e statistiche del vostro sito, in questo caso dovrete focalizzarvi sui seguenti parametri:

  • pagine per sessione;
  • frequenza di rimbalzo;
  • CTR.

Il parametro pagine per sessione indica il numero di pagine visitate dall’utente prima di abbandonare il sito. Vi aiuterà a capire quanto siano coinvolgenti le vostre pagine e se generano il giusto interesse tra il pubblico.

La frequenza di rimbalzo indica invece la percentuale di visitatori che si limitano a visualizzare una sola pagina web. Ovvero quelli che entrano su una pagina/articolo del vostro sito web, dopodiché scappano.

Ecco, voi dovrete lavorare sulle pagine/articoli con più elevata frequenza di rimbalzo e cercare di aumentare la durata media della sessione, coinvolgere di più i lettori, inserire call to action e così via.

Infine c’è il CTR (click through rate) ovvero il parametro che indica la primissima interazione che l’utente ha con le vostre pagine/articoli. Più e basso e più dovrete lavorarci, in pratica significa che i contenuti che fornite all’utente non sono rilevanti e non attirano attenzione.

Il CTR dipende dalla qualità del contenuto, ma soprattutto sul lavoro fatto sui titoli (h1, h2, h3), meta description, URL. Quindi inserite le keyword in tutti e tre gli elementi citati, e noterete subito miglioramenti. Ovviamente tenete conto anche della lunghezza dei titoli e della meta description, non dovrete mai sforare la lunghezza consentita.

Altrimenti rischiate che il vostro contenuto venga “penalizzato” nelle ricerche Google.